L’istante perfetto (Privé)

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La voce del vento anticipa l’odore della pioggia. L’attesa del temporale sembra dilatare il tempo e crea una sospensione surreale che cuce lago e cielo. Le nuvole s’agitano in un tumulto multiforme mentre la superficie plumbea dell’acqua s’arriccia in argentee capriole.

È uno spettacolo stare a guardare questo teatro naturale. È musica ascoltare le cime dei cedri che sbracciano scomposte nel vuoto cercando di afferrare l’invisibile scorrere dei secondi, allacciarli tra loro come perline e farne una collana da indossare in questo istante. Come fosse per sempre.

Una barca azzurra s’affretta a rientrare sotto costa mentre qualche gabbiano danza basso assecondando gli schiaffi delle folate. E ridono e piangono i gabbiani, in un dialogo altalenante di allegria e di lamento. I loro canti sembrano fluttuare tra gli estremi stati d’animo che questo panorama irrimediabilmente incute. Da un lato tutta la meraviglia della natura in attesa della pioggia, acqua benedetta che tutto anima e nutre. Dall’altro la drammaticità dell’impotenza, la totale sottomissione dell’essere umano alla volontà della terra, tanto generosa quanto prepotente nel suo imprevedibile elargire.

Non resta che stare qui in attesa, in riverente contemplazione, privilegiata comparsa di questo melodramma in divenire, insieme alle braccia scomposte dei cedri e alle risate amare dei gabbiani. Mentre anche il vento s’arrende alle prime frecce di pioggia e la barca azzurra sfuma in lontananza, proprio là, in quell’istante perfetto, in cui il lago bacia la collina.

Soffi di danza (Privé)

Unknown

Una candela può spegnere le stelle. Fa l’amore con il vento la fiammella, danza sensuale nel silenzio caldo della notte.

Ombre e luci che si rincorrono al rallentatore. Mentre in sottofondo il clamore di un trionfo non sentito sfuma nel vuoto di una porta semiaperta. Come sembra lontano ciò che sta attorno. E come invece s’incolla sulla pelle quel che si ha nel cuore.

Cuore di una fiammella che fa l’amore con il vento, danza sensuale nel silenzio della notte.

Basta una candela per spegnere le stelle. E accendere, a soffi di danza, il vento caldo della notte.

 

Come il volo di un cigno (Privé)

Unknown

Camminare per ore nel vento senza incontrare uno sguardo. Sentire, passo dopo passo, l’incedere dei propri pensieri sospinti nel nulla, come foglie slegate dai rami finalmente libere di trovare il proprio destino.

Destino, nel senso di “destinazione”. Ecco dove ruzzolano i pensieri lasciati correre senza redini. Verso quella meta ancora indistinta che dovrebbe dare un significato al proprio cammino. Perché finora questo camminare nel vento rappresenta solo un piacere apparentemente fine a se stesso. Eppure, nascosto dietro qualche fronda d’albero o tra le piume delle canne spettinate del lago ci deve essere nascosto il perché di questo richiamo a vagabondare in solitudine nel freddo.

Nessuna risposta ai silenti interrogativi. Solo qualche brivido e un sorriso triste di fronte a un cielo drammaticamente plumbeo ferito da un raggio dorato che sembra trafiggere l’acqua, scolpendo nel bel mezzo un sentiero luminoso.

Pare un invito a tuffarsi in quell’apocalittico cono di luce liquida. Un’inspiegabile spinta a spiccare il volo s’agita dentro, così come fanno i cigni, con tale evidente fatica a sollevare il proprio peso che senza dubbio deve valere la pena tutto quello sforzo. Spesso abbandonano la propria grazia cullata dall’acqua, per impennarsi con estremo impegno nell’aria alla ricerca di cosa, al richiamo di chi… Non si sa, eppure anche i cigni obbediscono a leggi invisibili che li portano a volare nel nulla per poi planare leggeri come angeli riprendendo l’abituale eleganza accanto agli altri pennuti.

In un attimo robuste nuvole hanno soffocato tutto il cielo, il cono di luce s’è spento e l’acqua non invita più allo sconsiderato tuffo. Si prosegue a camminare ancora nel vento in compagnia del proprio sguardo per raccogliere, passo dopo passo, nuovi pensieri. E capire che, in fondo, il proprio destino non è poi così diverso dal volo di un cigno.

Volare dove si vuole

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Libertà. Quale sensazione più intensa si può provare se non quella di volteggiare senza freni verso gli orizzonti più spinti della propria fantasia. L’illusoria sensazione di volare senza meta alla rincorsa dei sogni proibiti è qualche cosa che sfiora il senso dell’eternità.

Tutto in un istante, tutto per sempre. Come l’attimo perfetto in cui la vela innamora il vento e l’onda complice completa il viaggio. Volare dove si vuole è volere.

Libertà da. Libertà da chiunque sia un bavaglio all’urgente bisogno di sospirare tra il frastuono della gente.

Libertà di. Libertà di manifestarsi interamente nudi nell’anima oltre ogni ipocrisia dettata dalle fasulle apparenze.

Libera per. Libertà per essere veri. Per guardarsi allo specchio e volare senza freni.