Marchese delle Saline, quando il vino è nobile

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“Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e…se ne parla.”

Edoardo VII (1841 – 1910)

Quando nonno Giacomo Rallo, nel 1860, cominciò a lavorare la terra coltivando vigneti nelle generose campagne del trapanese, non immaginava forse che un giorno i suoi eredi avrebbero raccolto i suoi frutti facendone un tesoro. In vigna, ma anche nelle candide saline di Marsala in cui raccoglieva il sale, Giacomo era solito prendersi gran cura del lavoro che svolgeva, eseguendo gesti talmente zelanti che la gente del posto lo aveva soprannominato “il marchese”. Un titolo nobile, come il vino che dai suoi primi passi è poi maturato.

Oggi, infatti, la Famiglia Rallo è orgogliosa dell’eredità ricevuta ed esalta i valori del lavoro ben fatto dal nonno attraverso i vini prodotti con passione e dedizione. Vini che s’identificano con il territorio da cui nascono. L’azienda Marchese delle Saline si vanta di tre gemme: l’Etna Bianco Tìade, l’Etna Rosso Tìade e lo Spumante Extra Dry Tìade.

Tre espressioni delle stesse radici, eloquenti anche nelle etichette che ne svelano il temperamento forte e deciso: le “tiadi” erano infatti le cortigiane di Bacco, dio dell’estasi, dell’ebbrezza, della piacevolezza dei sensi. Spirito divino che si ritrova al cospetto dei sentori floreali dell’Etna Bianco, delle note di frutta rossa dell’Etna Rosso, della sapidità piena e armoniosa dello Spumante. L’eleganza del gusto di questi vini è sostenuta dalla robustezza delle uve partorite dai terreni vulcanici e dall’immancabile sole siciliano che avvolge queste vigne benedette dal mare.

A’ muntagna, infatti, come gli etnei chiamano il vulcano, grazie alle proprietà fisiche dei suoi terreni, alle grandi escursioni termiche, alla ventilazione e all’età avanzata dei vigneti (varietà nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante, minnella, catarratto), imprime ai vini Marchese delle Saline il carattere nobile che avrebbe certamente sedotto anche Bacco.

www.marchesedellesaline.com

CHINASCHI E SAI COSA … RESPIRI

 

Un boccale di follia tutto da gustare

DARK WEISS

C’è chi le preferisce bionde, chi rosse, chi brune. Chi le ama leggere, chi robuste, chi eleganti.

Del resto, si sa, quando si tratta dei piaceri della vita de gustibus et coloribus non est disputandum. In questo caso però non si parla di donne ma di altre signore: le birre, un universo del bere affascinante ed intrigante, forse quasi quanto quello delle donne. Un universo liquido che possiede segreti e sorprese: per esempio pochi forse sanno che alcune tra le birre artigianali più seducenti sono prodotte nel nostro bel Paese, precisamente nel Sud più mediterraneo. Ovvero in Sicilia.

È curioso questo, perché la Sicilia in “bottiglia” evoca istintivamente il buon vino. Quello pregno di sole, di mare e di tanta passione. Eppure esiste questa Sicilia da bere alternativa, altrettanto audace e fiera di quella enoica, che sfida nuovi orizzonti per far conoscere al mondo le eccellenze di una terra capace di stupire, sempre.

“Storie di ordinaria follia. Ce ne vuole più di un boccale, di follia, per arrivare a immergersi nell’avventura della produzione di birra artigianale.” Così si esprime Francesco Puma il quale, dopo anni di collaudo tra le mura di casa, nel maggio 2015 con la collaborazione del giovane enologo Vincenzo Leone, ha dato vita a quella che oggi è l’unica azienda agricola trapanese dedita alla produzione di birra, nonché secondo birrificio artigianale della provincia di Trapani.

Più che follia, originalità come il nome stesso della birra suggerisce: pescato dal dialetto siciliano “chinaschi”, ovvero “con il naso”, giocando contemporaneamente sul celebre alter ego di Bukowski, con la c al posto della k finale.

Originale nel nome, nobile nel fine: quello di valorizzare la propria terra, semplicemente perché bella, generosa e produttiva. “Il filo conduttore che lega i nostri prodotti è l’esaltazione della Trinacria, l’orgoglio siculo che si riflette nelle varie tipologie di birra Chinaschi – insiste Francesco Puma – Infatti, l’azienda utilizza grani antichi autoctoni, seminati all’interno dello stesso padiglione. È tutto realizzato lì, in un centinaio di metri quadrati, giorno per giorno, con la passione e la cura che crescono, perché chi semina grani buoni raccoglie Chinaschi”.

Ecco dunque il vero segreto di questa birra artigianale: lo stretto legame con il territorio da cui nasce, come un figlio con la madre. Non solo luppolo ma profumo di grano e di agrumi, fragranza di pane, sentori floreali e resinosi. Tutti ingredienti tipici della sicilianità, come la buccia di arancia rossa aggiunta a fine bollitura e il frumento perciasacchi, pregiato grano duro autoctono. Per questo quando si beve una Chinaschi si respira (rigorosamente con le proprie “naschi”) aria di casa e si ripercorrono con il cuore i tramonti d’albicocca che indorano le candide saline marsalesi, o il profilo azzurro delle Egadi carezzate dal vento. Dalla Blanche alla Dark Weiss, dalla Pale Ale alla American Pale Ale, tutte le birre Chinaschi sono rifermentate in bottiglia, non filtrate e non pastorizzate e il sedimento sul fondo della bottiglia testimonia la genuinità del prodotto. Presto saranno disponibili le Italian Grape Ales, prodotte con vino proveniente da vitigni autoctoni, Cataratto, Grillo e Zibibbo, e grano perciasacchi. Un ulteriore traguardo da respirare nel boccale.

www.chinaschi.it

 

CANTINE COLOMBA BIANCA: LA FORZA DELLA NATURA, L’AMORE DELLA SICILIANITÁ

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2480, 7500, 1800! Non stiamo dando i numeri: queste cifre riassumono l’identità di una delle Cantine più importanti della Sicilia, un vanto per l’Italia intera. Stiamo parlando delle Cantine Colomba Bianca che – con 2480 soci, 7500 vigneti di cui 1800 biologici – rappresenta la maggior produttrice di vino bio in Italia con ben 11.000.000 litri, ovvero il 22 % sul totale prodotto. Non solo: escludendo dal processo produttivo ogni proteina animale, i vini Colomba Bianca sono a tutti gli effetti vegani.

L’azienda nasce nel 1970 e nel corso degli ultimi 10 anni, sotto la guida del Presidente Leonardo Taschetta, si è trasformata nella più grande cooperativa vitivinicola siciliana. Grande non solo per il numero di associati ma anche per la vastità del territorio in cui prosperano i vigneti disseminati tra le province di Trapani, Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Ragusa, coprendo zone che godono di una diversità pedoclimatica straordinaria, dalla zona costiera leccata dal vento fino a un’altitudine di 600 metri sul livello del mare dove il calore del sole si stempera nel verde. Dal territorio di Vita, ricco di campagne, boschi, torrenti e terreni gessosi, fino alla zona costiera di Mazara del Vallo, dove la natura pare voler ispirarsi all’Africa, tutto pare voler contribuire all’eccellenza della viticoltura. Questa varietà, infatti, fa sì che i vini beneficino di tutti gli elementi naturali che questa generosa terra offre, elementi che infondono ai prodotti identità uniche.

Ma, si sa, la natura non basta a trasformare i propri doni in perfezione. Occorre la mano dell’uomo che, con la forza dell’esperienza e l’amore per il proprio lavoro, compie un vero e proprio atto creativo. Per questo motivo le Cantine Colomba Bianca riservano una particolare attenzione alle relazioni umane, innanzitutto verso gli agricoltori affinché ricevano il giusto compenso per la fedeltà alla propria missione. Ciò significa dignità per l’essere umano e per l’agricoltura siciliana che con questi vini racconta il meglio della sicilianità. Per questo ogni vino è dedicato agli agricoltori che ogni giorno contribuiscono alla vita dell’azienda.

Un affiatato team di esperti enologi completa la qualità della produzione e in collaborazione con i viticoltori svolge uno scrupoloso sistema di tracciabilità dal vigneto alla bottiglia.

I principali vitigni a bacca bianca coltivati dalle Cantine Colomba Bianca sono: Grillo, Catarratto, Grecanico, Inzolia, Chardonnay, Viognier, Zibibbo, Fiano e Sauvignon Blanc. I principali vitigni da uve rosse sono: Nero d’Avola, Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon, Frappato, Sangiovese, Perricone e Nerello Mascalese.

Le cinque cantine Colomba Bianca sorgono in provincia di Trapani e sono: Val di Mazara (Grillo e Bio), Tre Cupole (Rossi e Bio), Vitese (Bianchi e Bio), La Vite (imbottigliamento) e Torretta (Bianchi e Rossi). Ognuna è specializzata per la lavorazione di specifiche varietà e questo permette all’azienda di valorizzare al meglio le singole potenzialità qualitative delle uve, dei terreni e dei microclimi.

La parola ai vini, dunque. Le linee Colomba Bianca accontentano ogni gusto: la linea Top, Prestige, Modern, Classic, Organic e Igt raccontano, ognuna con un linguaggio proprio, come nasce un buon vino. Partendo dalla terra e finendo proprio là dove le uve si sono pazientemente sublimate in nettare: nelle mani dell’uomo.

www.cantinecolombabianca.it

CANTINA SOCIALE BIRGI, TUTTO IL BELLO E IL BUONO DELLA SICILIA DA BERE

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“Dio aveva fatto soltanto l’acqua, l’uomo ha fatto il vino.” Pare aver colto nel segno Victor Hugo scolpendo questa frase nell’immaginario collettivo di chi ama la letteratura e il buon vino. Solenni parole che fotografano una realtà tanto antica quanto attuale, soprattutto in territori naturalmente vocati alla viticoltura, come la nostra bella Sicilia, terra di sole, di vento e di mare.

Innumerevoli sono gli angoli dell’isola che ospitano vigne, bagli e cantine d’eccelsa qualità, ognuna speciale e inimitabile perché tanti sono i tipi di terreni e di condizioni microclimatiche qui. Tanto da poter considerare la Sicilia un universo enoico a sé stante dalle molteplici sfumature, mai identiche l’una all’altra.

Tra queste realtà spicca la Cantina Sociale Birgi, nata nel 1960 dalla volontà di coltivatori innamorati della propria terra e fieri delle proprie origini. La natura è il primo punto di forza della Cantina che, infatti, sorge nel cuore di uno scenario naturale di prepotente bellezza: esattamente tra i comuni di Trapani e Marsala, là dove lo sguardo spazia leggero tra l’isola di Mozia e la laguna dello Stagnone, fino scivolare lungo i dolci declivi delle colline di Salemi, a oltre 600 metri sul livello del mare.
L’organizzazione in Cooperativa è il secondo punto di forza della Cantina: circa mille soci annualmente contribuiscono alla produzione con oltre 300.000 quintali di uve provenienti da impianti di generosi vigneti ad alto rendimento qualitativo, coltivati sia con le tradizionali tecniche ad alberello sia con tecniche d’avanguardia delle spalliere meccanizzate. In questo modo, ogni zona di produzione, in relazione al cultivar prodotto, al tipo di lavorazione e alle condizioni pedoclimatiche, dà vita a vini unici per caratteristiche organolettiche.
Esperienza e tecnica sono dunque il terzo punto di forza della Cantina. Attraverso tutta la filiera, dalla raccolta all’imbottigliamento, l’uomo fa esattamente quello che Victor Hugo solennemente esprime: compie un rito creativo per catturare la quintessenza di sapori unici, donati da mare, cielo e terra, sapori che gli acini pregni di sole restituiranno al “creatore terrestre” sotto forma di vino.

Dal bouquet floreale di un Insolia alle note speziate di un Nero d’Avola, dai sentori di pesca bianca di un Kalura Grillo alle sfumature di frutta sotto spirito di un Frappato, fino alle fragranze di gelsomino di uno Zibibbo, i vini della Cantina Sociale Birgi riassumono tutto il bello e il buono della Sicilia da bere. Senza nulla togliere, naturalmente, a Colui che ha creato l’acqua!

http://www.cantinabirgi.it

 

 

 

 

 

Alagna, quando la cultura sposa la coltura

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Marsala e Vermouth, Zibibbo e Moscato, vini aromatizzati e liquorosi: il meglio della Sicilia servito nel bicchiere

di Paola Cerana e Gaspare Signorelli

“La vita è troppo breve per bere vini mediocri”.
Così si esprimeva Goethe con la saggezza di chi sa apprezzare i piaceri dell’esistenza.
Per tutti quelli che la pensano come lui, uno dei tesori enologici d’eccellenza irrinunciabili è senza dubbio la Sicilia, terra di sole, di mare e di vigne benedette da un mix climatico particolarmente privilegiato. Qui non c’è spazio per la mediocrità, perché un bicchiere di vino esprime il meglio che la natura può dare. Ma, si sa, la generosità della natura non basta. Occorrono la sapienza, l’esperienza e la passione dell’uomo per trasformare la quotidiana realtà in qualcosa di speciale. In una parola occorre che la cultura sposi la coltura, e l’opera d’arte è fatta.
Alagna: una famiglia, tre generazioni
Una delle famiglie siciliane che ha elevato la qualità enoica locale alla massima potenza è quella di Giuseppe Alagna il quale, nella prima metà del ventesimo secolo, avviò l’omonima azienda, intuendo le potenzialità del mercato vitivinicolo dell’isola. Conoscenze agricole e imprenditoriali sono state poi tramandate al figlio Antonio che ha fatto crescere l’impresa in termini di fatturato, di capacità e di numero di dipendenti. Un successo passato nelle mani di Ercole che attualmente rappresenta la terza generazione di imprenditori orgogliosi delle proprie radici. Suo il merito di avere implementato le dimensioni dell’azienda ma soprattutto di aver raggiunto livelli qualitativi eccelsi, riconosciuti ovunque grazie anche alle iniziative commerciali intraprese con partner esteri per l’esportazione dei vini nel nord Europa.
L’Azienda: tradizione e imprenditorialità
Attualmente 50.000 ettolitri di vino distribuiti in cisterne in acciaio, cemento, vetroresina e botti in legno di grandi dimensioni rappresentano l’inestimabile tesoro dell’azienda. Entrare qui per assistere direttamente alla lavorazione delle uve significa immergersi in un effluvio di profumi e aromi che raccontano tutto l’amore della Sicilia per il vino. Una vasta gamma di macchinari per la produzione e l’affinamento del prodotto finale, tra cui un sofisticato sistema di pigiatura delle uve, dimostrano come la mano dell’uomo sappia nobilitare il valore intrinseco della terra, aggiungendo qualità alla generosità.
Il Marsala è re tra i prodotti Alagna e ad esso è dedicata un’area speciale di invecchiamento dei vini dove riposano solenni le botti di rovere. Qui si utilizzano rigorosamente sistemi di produzione tradizionali, come il Soleras e l’alcolizzazione dei mosti.
Il territorio, culla di qualità
Circa 50 ettari di terreno distribuiti nei comuni di Marsala, Mazara, Trapani e Salemi offrono i preziosi vitigni per la produzione dei vini Alagna: Zibibbo, Nero d’avola, Grillo, Catarratto, Inzolia e Damaschino. Naturalmente si tratta di uve locali che si abbeverano di un microclima unico in tutta l’isola, per questo i vini nati qui rappresentano la carta d’identità enoica del trapanese.
L’Azienda valorizza il territorio utilizzando tecniche sia tradizionali sia moderne: sistemi antichi come l’alberello e la controspalliera affiancano la raccolta meccanica, unendo alla sensibile attenzione per i vitigni l’indispensabile efficienza del lavoro manuale. Il tutto si svolge cercando di minimizzare l’impatto ambientale per preservare un patrimonio naturalistico che ha radici lontane e che attraverso la gentilezza dell’uomo chiede d’essere tutelato e valorizzato.
Una visita in Azienda è il modo migliore per toccare con mano una realtà enologica antica in continuo divenire e una degustazione guidata diventerà un’esperienza indimenticabile che imprimerà per sempre il buono e il bello della Sicilia nella mente e nel cuore.
E se – chiosando Goethe – la vita è troppo breve per bere vini mediocri, di certo vini eccelsi come questi la rendono più lunga e piacevole!

Le eccellenze Alagna
Re dell’Azienda è il Marsala Garibaldi Dolce che è stato premiato con la Medaglia d’Argento al Concours Mondial de Bruxelles 2016.
Il Marsala proviene da una base di quattro vitigni differenti: Grillo, Catarratto, Inzolia e Damaschino.
Da questa base si aggiunge alcool per fermare il processo. In molti casi un tocco di mosto cotto rende il vino più amabile e più scuro.
L’invecchiamento dev’essere di due anni, maturato in grandi botti di rovere che innescano una leggera ossidazione, causa principale dei suggestivi colori ambrati del Marsala.
Tutti i vini vengono prodotti secondo le regolamentazioni italiane per ottenere la “Denominazione di Origine Protetta” che garantisce elevati standard di qualità per i consumatori.
I marsala Alagna sono:
Marsala D.O.P. Superiore Garibaldi Dolce
Marsala D.O.P. Fine I.P.
Marsala D.O.P. Superiore S.O.M.
Marsala D.O.P. Vergine

I vini aromatizzati si dividono in due categorie: quelli con base Marsala e il Vermouth.
I tre Marsala aromatizzati (Cremovo, Crema Mandorla e Crema Caffe) sono prodotti mescolando il Marsala Fine con essenze aromatiche. Oltre ad essere apprezzati in purezza sono spesso impiegati nella pasticceria locale che sposa perfettamente queste sfumature di sapore.

I vini liquorosi (Zibibbo e Moscato) sono prodotti utilizzando il vitigno zibibbo sinonimo di Moscato d’Alessandria (d’Egitto), estremamente originale poiché può essere coltivato solo in provincia di Trapani, compreso Pantelleria, Ustica e le Isole Pelagie (Linosa e Lampedusa). Questi vengono vinificati utilizzando un processo tradizionale nel quale la fermentazione è bloccata con un’aggiunta di alcool che fa sì che gli zuccheri presenti nel vino derivino integralmente dalle uve.
Il vino Zibibbo seduce con un sapore vellutato e tonalità più tenui che lo rendono sposo perfetto per dolci dai sapori delicati come frutta o creme. Moscato e Zibibbo si distinguono per il periodo di raccolta: le uve necessarie per produrre il Moscato vengono raccolte in un periodo tardivo cosicché queste appassiscano su pianta e rendano il prodotto finale più ambrato e con un sapore più intenso.

I vini da tavola (Grillo e Nero D’avola) sono prodotti utilizzando dei vitigni autoctoni in purezza e senza l’uso di barrique. Alagna ha deciso di puntare su uve locali perché crede profondamente nel valore dei frutti della sua terra. Inoltre ha scelto di non corrompere queste uve con altri vitigni internazionali per dare l’opportunità al consumatore di sorseggiare la Sicilia in purezza.

Vino Santa Messa, rigorosamente “ex genimine vitis” nel rispetto delle prescrizioni del diritto canonico, è prodotto sotto il controllo del vicario foraneo con l’autorizzazione vescovile. E’ in versione Bianco e Rosso.

Vino Cotto, è un Mosto di uve caramellizzato. Il più antico dolcificante della storia, chiamato anche sapa o saba, è un eccellente condimento di dolci, frutta, formaggi e carni. Si ricava dalla lenta cottura del mosto d’uva a fiamma diretta e non contiene alcool. Il suo utilizzo spazia da base nella preparazione del vino Marsala Ambra (che ne contiene un minimo dell’1%) alla cucina. Viene impiegato infatti nella preparazione di alcuni dolci tipici, i Mustazzoli (semola e vino cotto); in particolare si usa il giorno di Santa Lucia quando, per tradizione, si prepara la Cuccia (frumento e ceci cotti) servita con la preziosa aggiunta del vino cotto. Alcuni cuochi lo utilizzano per dare un tocco estetico alle portate.

Il Vermouth è prodotto utilizzando il vino bianco o rosso con l’aggiunta di un gran numero di erbe ed alcool che lo rendono profumato e gradevole sia alla vista sia al palato. Entrambi sono molto apprezzati come aperitivo, nella preparazione di cocktail e in pasticceria.

http://www.alagnavini.com