Nel cuore verde dell’Emmental

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Nell’aria solo il sibilo delle poiane a caccia di prede, tutt’attorno è quiete. Cascate di verde, ruscelli di fieno e laghi di mais. Il susseguirsi di colline che si srotolano nella regione prealpina dell’Ämmitau – ovvero Emmental – accoglie come un ventre materno. L’alternarsi di prati, boschi e campi coltivati a granoturco e spelta anima una tavolozza di sfumature verdeggianti che innamora lo sguardo. È un teatro naturale in divenire, ancora più vivido e brillante se abbeverato da un sole che pare rubato al mare.

I sentieri che serpeggiano tra le anse delle colline sono le vene della regione e percorrerli in bike regala una sensazione di libertà che commuove. Ci si sente parte stessa della natura e, con un po’ d’immaginazione, ci si sente risucchiare dentro l’anima delle valli fino a diventare clorofilla e scorrere come linfa vitale verso una rigenerazione spirituale. Anche il silenzio che qui regna induce alla fusione con le piante, uno sposalizio tra anima e corpo consacrato dalla purezza della natura e battezzato dal fiume Emme che disseta queste terre.

Da Burgdorf alla Herzroute

Eppure, non lontano, città dai profondi trascorsi storici sorvegliano questo paradiso verginale. Burgdorf è il centro più importante della regione, raggiungibile in soli 15 minuti d’auto o treno da Berna. La bellezza dell’Emmental è anche questa: la facilità con cui si scivola dalla cultura alla natura, grazie ai collegamenti rapidi con le città che portano direttamente a Langnau, dove si possono noleggiare le Flyer E-bike e vivere in libertà la Herzroute, la strada del cuore.

La Hertzroute è la “mutter” (la madre) del circuito più lungo che porta fino a Napf. Tanti, infatti, sono gli itinerari che si diramano da qui, per tutte le esigenze e i livelli di allenamento, da percorrere a tappe per ricaricare i motori delle bike, oltre alle proprie energie. Certo è che abbandonarsi per una giornata all’ebbrezza di volare su due ruote nel silenzio di queste valli accende il desiderio di prolungare l’esperienza, o meglio ancora di ritornare per disintossicarsi dai lacci della quotidiana routine.

Emmentaler, i buchi più buoni del mondo

Disintossicare lo spirito e la mente ma anche carburare il corpo. Perché qui, nella regione dell’Emmental, l’accoglienza è fatta anche di sapori e di tradizioni eccellenti. Il filo conduttore degli oltre 200 ristoranti disseminati tra le colline è il formaggio con i buchi più famoso al mondo, che dalla zona prende il nome. L’Emmentaler non è solo cibo: è cultura, è valore, è sintesi di esperienza e passione che gli allevatori e i casari della zona difendono e diffondono con orgoglio. In origine gli agricoltori e gli allevatori di queste valli facevano il formaggio unicamente per il proprio sostentamento, e durante i lunghi inverni quest’alimento ricco di grassi e proteine rappresentava tutta la ricchezza delle famiglie. Oggi l’Emmentaler è diventato un marchio di qualità protetto che rispetta la stessa ricetta di un secolo fa, fedele al latte raccolto esclusivamente dalle mucche che pascolano qui, nutrite naturalmente. Una visita alla Schaukäserei (la fabbrica del formaggio) introduce in un mondo tutto da annusare e da gustare ma soprattutto da capire. Grazie alla presenza di Mimmo – un’istituzione qui – è possibile scoprire ogni piccolo e grande segreto di questo vanto svizzero con i buchi, dalla raccolta del latte alla vendita in negozio. A proposito di buchi: sono fondamentali affinché l’Emmentaler possa superare i rigorosi controlli, meritarsi il massimo punteggio ed essere quindi offerto al consumatore più esigente. La dimensione dei buchi è conseguenza della cagliata, della fermentazione in cantina e della stagionatura che arriva fino a trenta mesi: se i buchi non sono belli, spiega Mimmo, il formaggio non piace e non viene venduto anche se è ottimo. Le dimensioni perfette dei buchi per il mercato svizzero sono equivalenti alle monete da 20 centesimi o al massimo di 2 franchi, mentre il mercato italiano (che fa maggiore richiesta di Emmentaler rispetto a quello svizzero) predilige buchi più grandi, a parità di gusto. Evidentemente gli Italiani preferiscono le monete da 5 franchi!

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Kambly, la sosta più dolce della Valle dell’Emme

Oltre al formaggio, queste valli ospitano un’altra eccellenza squisitamente locale: il Kambly Museum, la fabbrica dei biscotti Kambly, medaglia d’oro della tradizione dolciaria svizzera. Fondata da Oscar Kambly nei primi anni del ‘700, la fabbrica ha tramandato nei secoli la ricetta originale e ancora oggi i famosi Bretzeli sono prodotti utilizzando la farina proveniente dal mulino del villaggio di Trubschachen. Nata da un accordo sugellato con una semplice stretta di mano, la famiglia Haldemann persegue con dedizione una tradizione alimentata già da cinque generazioni. Una sosta qui dopo aver volato in bike addolcisce il cuore: è un’esperienza multisensoriale nella vera accezione del termine, perché oltre ad assaggiare le centinaia di qualità di biscotti, si può imparare a farli direttamente, guardare video che ne raccontano la storia e conoscere i maestri in toque blanche che mirabilmente sfornano e ricamano biscotti e cioccolatini.

Nel 2010 Kambly ha festeggiato il suo centesimo anniversario. Da allora il treno Kambly viaggia tra Berna, Trubschachen e Lucerna, collegando così tra di loro le mete di escursione lungo il percorso. Un motivo più … dolce per immergersi nel cuore verde dell’Emmental!

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BOX

Per valli e per monti in bici da corsa, su single trail di ogni livello in mountain-bike, costeggiando fiumi e laghi o attraversando borghi da cartolina in bici e in e-bike: la Svizzera è un paradiso per chi sceglie le due ruote. La bicicletta, in tutte le sue varianti, permette di scoprire un’incredibile varietà di paesaggi fatti di maestose cime, dolci colline e ampie pianure costellate da villaggi autentici e vivaci città. Ci sono percorsi per ogni condizione fisica e per ogni tipologia di ciclista: dal cicloturista al patito di gran fondo che sfida la sua tenacia affrontando salite impegnative.

Accogliendo la richiesta di un pubblico meno sportivo, sono stati ideati degli itinerari con il flyer, meglio nota in Italia come e-bike, con la possibilità di noleggiare questo mezzo ecologico – alimentato da energia elettrica – lungo il percorso. L’e-bike permette di superare facilmente i dislivelli poiché fornisce una spinta supplementare a quella impressa dalla pedalata.

Punti di forza dell’offerta elvetica sono l’integrazione con i trasporti pubblici, la presenza di una segnaletica uniforme e capillare e la disponibilità di informazioni dettagliate e gratuite per pianificare il proprio viaggio: lunghezza, dislivello, noleggio, cartografia, ristoranti, tappe e punti di interesse lungo il percorso. Gli itinerari per bici (11’000 km) e mountain-bike (9’500 km) sono contraddistinti da cartelli rossi numerati: i numeri di una sola cifra indicano i percorsi nazionali, quelli a due cifre i regionali e quelli a tre cifre o non numerati i percorsi locali.

Per rendere ancora più confortevole un’avventura su due ruote è stato creato il marchio Swiss Bike Hotels che certifica gli alloggi – dal rifugio all’hotel wellness, dal raffinato hotel urbano al garni per famiglie – a misura di ciclista. Sono 85 in Svizzera questi hotel che offrono deposito al coperto, lavaggio dell’abbigliamento sportivo, servizio officina e proposte di tour.

 

 

Tornare a volare (Privé)

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Tornare a casa. Slacciare le stringhe e liberarsi delle scarpe. Ritrovare sotto i piedi il vento, tra le mani il sudore, negli occhi la bellezza del verde, del sole, della libertà.

Sono bastate poche ore nel cuore della Svizzera per rinvenire, nella bella Valle dell’Emme, là dove nasce il formaggio coi buchi più famoso al mondo. Ma questa è un’altra storia, perché i sapori alimentano il corpo, mentre le emozioni nutrono l’anima.

E così, una volta tornata alla quotidiana routine, nella mente riaffiorano le immagini di quel teatro naturale in divenire appena lasciato dietro le spalle e anche l’anima, con un soffio di malinconia, se ne riabbevera.

Cascate di verde, ruscelli di erba, laghi di mais. Tutto in questa regione fluttua tra terra e cielo in un silenzioso, ondulante progredire. Attraversare queste valli in bike dà un’assurda sensazione di liquidità, come se si diventasse parte stessa della linfa che scorre nelle vene delle valli per farsi pianta, per farsi sole, per farsi vita.

E puntuale sboccia nel cuore un senso di gratitudine quando, dopo la fuga dalla quotidianità, raccolgo il ghiotto bottino di colori, di odori, di vibrazioni e di emozioni che ogni viaggio dona. Soprattutto quando raggiungo un punto di totale fusione con la natura, che annulla il confine tra esterno e interno, tra Lei e me. Come questa volta.

Tornare a casa e scrivere per ricordare, per rivivere, per immortalare. Pronta ad infilare di nuovo quelle scarpe che mi hanno fatto volare sull’onda di un’inattesa avventura emozionale…