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Prove generali di solitudine (Privé)

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Ogni tanto fa bene fingersi soli. Raccogliersi attorno a se stessi senza attese verso gli altri. Compiere gli abituali gesti quotidiani senza aspettare che qualcuno ci chiami, ci accompagni, ci aspetti, come di solito avviene. Anche gli affetti più profondi e veri potrebbero all’improvviso svanire e forse allenarsi a sperimentare questo brivido di solitudine può aiutare. Può fortificare, aiutandoci ad essere un po’ più preparati ad affrontare la vita, semmai eventi fuori dalla nostra volontà ci costringano prima o poi a camminare senza appoggi.

Svegliarsi la mattina e non ricevere l’abituale buongiorno riempie di un vuoto immenso ma spalanca anche la porta su un nuovo modo d’essere. Del resto ogni nascita non è altro che distacco. Quel primissimo taglio di cordone ombelicale rappresenta simbolicamente tutte le separazioni che l’esistenza tiene in serbo per ognuno di noi. E allora meglio accettare il fallimento di sentirsi sempre avvolti dall’abbraccio di un padre, di un amante, di un amico. Perché prima o poi quell’abbraccio diventerà un bel ricordo, che pur scaldando lascerà solo un brivido.

Per sempre.

Magaddino, quel tocco di femminilità che fa la differenza

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Come un abito ben indossato, l’etichetta di una bottiglia di vino dovrebbe catturare lo sguardo e incuriosire il palato. L’azienda Magaddino è certamente riuscita in questo scopo, affidando i suoi prodotti ad un’immagine assai intrigante, ovvero un viso di donna aggraziato da un cappello dal sapore vagamente retrò. Un tocco di femminea sensualità che fa la differenza.

Appassionata da cinque generazioni alla produzione di vino, la famiglia Magaddino affonda le radici a Castellammare del Golfo (TP), non lontano da Segesta, in una terra traboccante di storia e di riti legati alla viticoltura. Le vigne qui godono del sole, del mare e di terreni calcarei che infondono ai vini note aromatiche intense, con caratteristiche organolettiche degne della classificazione di IGT Terre Siciliane. La conduzione familiare dell’azienda garantisce fedeltà alla qualità, forte della certificazione biologica. I 70 ettari a Balata d’Inici sono gestiti da Simone Magaddino insieme al fratello Giuseppe e alle sorelle Mariangela e Piera. Una giovane sfida che oggi è solida impresa con una produzione di circa 8-9 mila quintali d’uva e venticinquemila bottiglie circa. Grillo, Cataratto e Nero d’Avola sono le tre declinazioni Magaddino, tre sfumature di una Sicilia da sorseggiare con piacere.

La prima vinificazione e imbottigliamento delle tre varietà risalgono al 2016. Solo dopo pochi mesi, nel maggio 2017, il Grillo e il Nero d’Avola hanno vinto due medaglie d’oro al concorso internazionale “Selezione del Sindaco”, riscontrando un successo oltre ogni attesa.
Una grande soddisfazione per la famiglia Magaddino, giovane promessa di una Sicilia sempre più regina del regno del vino.

L’illusione (Privé)

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Hanno rubato le colline. Questa mattina il lago s’è svegliato così, orfano della sua cornice naturale ancora vestita d’inverno. Un mantello di nebbia argentea ha avvolto tutto confondendo i sensi e allungando lo sguardo all’orizzonte non si tocca nient’altro che l’infinito.

Lugano è sparita, come una bella donna sottratta agli occhi del mondo da un amante geloso. La si può solo immaginare nel suo quieto ritmo domenicale, imbevuta in un cielo di cotone che si riversa nel lago cancellando ogni confine tra aria e acqua. E se non fosse per il consueto galleggiare di anatre, cigni e cormorani sarebbe facile immaginarsi spariti anche noi. Volati in un mondo astratto, lontano da ogni riferimento noto. Beatamente sospesi dentro una piccola, immensa bolla d’impalpabile cremosità, senza un sopra né un sotto. Semplicemente risucchiati dentro un Tutto.

In questo Tutto ovattato si sta bene, entrano solo pensieri felici e sentimenti buoni.

L’illusione che il tempo abbia messo il freno inebria la mente. Appena un filo di timido sole viene a bussare a questo dolce torpore fendendo la cortina d’argento che divide e protegge. Quasi a voler rassicurare che, in fondo, dove lo sguardo non arriva c’è sempre un Oltre. Una promessa, una speranza, una certezza.

E così, guardando verso quell’invisibile Oltre, nell’infinito mi fingo. E m’illudo che sia per sempre.

Kataltherm, 50 anni di imprenditorialità nel cuore del Canton Ticino

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Un bambino gioca con le macchinine colorate e i suoi adorati setter nel regno di giganteschi impianti, a lui tanto famigliari quanto sconosciuti. Quel bambino è, o meglio era, Giampaolo Repich, oggi cinquantenne valente imprenditore ben radicato nel Canton Ticino, che ha saputo valorizzare con successo l’azienda fondata a Vezia dal padre, nel 1965.

Kataltherm opera nei settori termo-climatici e idro-sanitari, da quando Franco Repich si trasferisce dal Veneto in Canton Ticino e s’imbarca nella progettazione e realizzazione di impianti di condizionamento, ventilazione e riscaldamento, anche con l’utilizzo di energie alternative. Nel 1974 l’azienda si trasferisce a Bedano in un nuovo stabilimento, con una superficie di 4’000 mq e maggior flessibilità di mezzi e di attrezzature, stimolando così l’ulteriore crescita dell’attività.

Evidentemente il temperamento particolarmente severo di papà Franco dalle lontane origini austriache (era soprannominato Adolf!) ha esercitato effetti positivi sull’imprenditorialità del figlio che, all’età di 22 anni, ha dovuto suo malgrado prendere le redini dell’azienda a causa di una malattia del padre. Circostanze che cambiano la vita e che costringono Giampaolo a crescere mettendo a frutto esperienze e insegnamenti respirati negli anni quasi in maniera impercettibile.

L’ingresso di un giovane in un ambiente lavorativo da sempre gestito dai “grandi” non è facile ma Giampaolo riesce in breve tempo a guadagnarsi rispetto e gratitudine dalla sua squadra di lavoro, traghettando l’azienda al successo attuale.

Nel 2003 costituisce la Kataltherm Service SA che rileva l’attività commerciale e il personale della Kataltherm SA. E oggi Kataltherm soddisfa le richieste di una clientela sempre più esigente, proponendo impianti all’avanguardia nel pieno rispetto dell’ambiente, con particolare attenzione al risparmio energetico. Dal riscaldamento alla ventilazione, dai pannelli solari alla progettazione di camere bianche (classi di impianti dotati di particolari filtri per garantire un ambiente asettico), l’azienda offre un servizio integrato e completo eseguito da personale altamente specializzato sotto la supervisione puntuale di Giampaolo.

La Kataltherm si è diversificata anche come impiantistica per poligoni di tiro, mescolando l’esperienza tecnica già collaudata con la passione di famiglia per il tiro a segno. Ma le vere passioni di Giampaolo, oltre al lavoro, sono il calcio, la guida estrema e il buon vino. Se, per ragioni di organizzazione dei tempi, ha dovuto abbandonare l’attività di pilota di rally, continua con entusiasmo quella di portiere nella squadra di calcetto amatoriale, portando fiero il suo nome di battaglia: il Puma. E il buon vino? Resta la sua passione per eccellenza, con la quale poter brindare insieme agli amici di sempre al suo successo come uomo e come imprenditore in cammino verso il suo futuro.

www.Kataltherm.ch

 

Mauri Concept, l’appuntamento quotidiano con il ben Essere

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Rari sono i luoghi in grado di offrire, in un unico ambiente, il piacere di regalarsi coccole e attenzioni per il corpo, per lo spirito e per il palato.

Tre dimensioni intimamente intrecciate che tessono un dialogo tra la naturalezza dei bisogni quotidiani e la piacevolezza dei desideri, contribuendo così all’armonia di ognuno di noi.

Tre, proprio come gli spazi che Mauri Concept, nel cuore di Lugano, dedica ai suoi ospiti, fedeli amanti dello stile, del buon gusto e del benessere: barbiere per i signori al piano terra, parrucchiera per le signore al piano superiore, centro estetico altamente specializzato al piano inferiore. Tre livelli e un comune denominatore che riepiloga il piacere di darsi appuntamento qui: una raffinata cucina che lega sapore e salute in un ventaglio gastronomico davvero stuzzicante.

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L’idea si concretizza tre anni fa dal guizzo creativo di James e Deborah Mauri i quali hanno ereditato il talento di papà Angelo, già figlio d’arte, alimentando l’esperienza di imprenditorialità.

Un mestiere antico quello del barbiere, dal quale si è poi evoluto il poliedrico Mauri Concept. Un mestiere che qui si pratica con la stessa immutata passione di una volta: poltrone accoglienti, panni tiepidi, creme profumate e soprattutto perfezione nel tocco. Dettagli che fanno sentire ogni cliente unico.

Ma questa iniziativa, inaugurata nel 2015, rappresenta qualcosa di più di un semplice luogo dedicato alla cura di sé. È un esempio di come una città si possa “reinventare” e rinascere più bella. La famiglia Mauri, infatti, ha avuto il coraggio di dare nuova vitalità ad un angolo cruciale di Lugano, lasciato tristemente abbandonato dalla storica libreria Melisa, costretta a chiudere l’attività dopo decenni di gloria. L’angolo di Via Vegezzi, grazie a questa sfida innovativa, anziché restare l’ombra di un ricordo si è tradotto in un nuovo concetto di negozio connesso con la bellezza e la piacevolezza di socializzare. Oltretutto questo rifiorire del quartiere racchiude anche un aspetto affettivo, perché fu proprio qui, in Via Vegezzi, che nonno Mauri aprì nel 1945 il suo primo negozio di barbiere.

Così oggi l’avventura Mauri prosegue con successo verso nuovi ambiziosi traguardi all’insegna dell’originalità, senza tuttavia tradire l’atmosfera famigliare che contraddistingue l’ambiente. Il sorriso delle ragazze e dei ragazzi che ogni giorno ricevono i clienti è il biglietto da visita di Mauri Concept e la stessa gentile accoglienza è riservata in tutti i reparti durante i trattamenti, in un clima di professionale confidenzialità che fa sentire a casa. Relax, remise en forme, cure personalizzate per viso e corpo e medicina olistica sono un’altra carta vincente e trasformano una giornata qualunque in un momento speciale, anche da regalare grazie alle gift card senza limiti.

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Fiore all’occhiello del posto è la cucina, in particolar modo la pasticceria. Una vetrina di piccoli capolavori tutti da gustare che regalano a Lugano un tocco di sicilianità condito dalla fantasia e dal talento di un vero artista in toque blanche che, insieme alla sua squadra, addolcisce gli ospiti. Un motivo in più per cominciare con gusto la mattina davanti a un buon caffè con gli amici di sempre, o per interrompere la giornata lavorativa con uno dei tanti piatti saporiti e sani, un interessante fusion tra proposte tradizionali e interpretazioni internazionali.

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Last but not least, un’attenzione particolare anche per gli amici a quattro zampe sempre benvenuti, accolti all’ingresso da una ciotola di crocchette sempre abbondante.

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L’unico difetto di Mauri Concept è quello d’essere chiuso la domenica. Un buon motivo per aspettare con entusiasmo l’arrivo del lunedì!

http://www.mauriconcept.ch

L’onda perfetta (Privé)

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Ci sono momenti nella vita in cui una sosta è d’obbligo. Una pausa di meditazione, forzata o cercata, che rieduchi l’anima e l’accompagni a ricapitolare con se stessa.

E allora, chiusa la caccia alle emozioni, può capitare di accorgersi di aver cavalcato fino a quell’istante una gigantesca onda, proprio come quella che i surfisti chiamano “onda perfetta”. Un’imponente massa di energia in movimento che ti porta a sfidare te stesso perché l’adrenalina scatenata dalla volontà di misurarsi con stimoli tanto immensi è un piacere estremo e irrinunciabile. Nemmeno lo spettro della morte può fermarti, il richiamo alla vita è più forte.

Cavalchi, voli, t’immergi completamente in un vortice crescente di vibrazioni senza possibilità di ritorno, perché l’onda perfetta pretende l’accettazione assoluta. Va vissuta fino in fondo, pena esserne travolto e sconfitto. Entri in simbiosi con quell’armonia d’acqua impetuosa diventando tu stesso goccia, in un delicato equilibrio tra vigore e dolcezza. Ti sembra d’essere fermo in mezzo al tunnel liquido fino a che arrivi all’inevitabile naufragio, partorito definitivamente dal ventre ancora gravido dell’onda che piano piano s’inchina al suo destino. Il ruggito esaurisce la sua carica e ti sputa fuori, lasciandoti stordito nella quiete più assoluta.

Piccolo, così piccolo in mezzo a quell’oceano improvvisamente piatto, galleggi in un stato amniotico, imbevuto in un’immobilità che t’impone di pensare. Ubriaco di vita per aver osato sfidare la natura, senti che la tua incoscienza s’è fatta coraggio e voltandoti indietro ti accorgi come anche un’onda così perturbante, alla fine, si risolva in un innocuo tappeto di pace, di calma, di rassicurazione.

Cullato da un nuovo piacere, capisci che solo guardando alle tue spalle puoi renderti completamente conto di ciò che è stato. Ti rivedi là dentro, avvolto nel manto del rischio, e ora che sei salvo sai che momenti di meditazione come quello che ora ti sta assorbendo sono un premio ma anche uno stimolo. Il necessario preludio alla caccia della prossima onda perfetta.

Il segreto (Privé)

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Il suo non era un lavoro. Era una vocazione.

Scrivere era per lei un irresistibile piacere, come bere, mangiare o far l’amore. Sì, perché scrivendo lei liberava non solo la propria mente ma anche l’anima, attraverso il fluire naturale delle parole che davano forma a pensieri felici come animali selvatici.

Ma a condire i pensieri concorrevano i sensi. Panorami, sapori, odori, ogni dettaglio che le sfiorava la pelle e le catturava lo sguardo le spalancava un universo coloratissimo d’immagini che urgentemente chiedevano d’essere raccontate. E via, ogni volta un capitolo di vita sgorgava dalla penna. Così ogni viaggio diventava automaticamente un libro in divenire che lei cominciava a scrivere nel momento stesso in cui posava piede in un luogo nuovo, annusandolo con la voracità di una bambina curiosa e affamata di vita.

Come resistere dunque al piacere di viaggiare anche per lavoro? Una passione che diventava missione quando aveva la fortuna di immergersi in realtà straordinarie, come quelle tra le vigne profumate e i bagli antichi della sua amata Sicilia, respirando quel mare così caldo di passione. Dar voce a donne e uomini che dedicano la propria esistenza a trasformare la terra in frutti da gustare era per lei un privilegio, e provava sempre un sentimento di immensa gratitudine quando veniva accolta da quelli che per lei erano istintivamente “amici”. Persone che le aprivano la porta di casa facendola sentire a casa propria con la disarmante semplicità di chi ama il proprio lavoro. Esattamente come lei.

O quasi. Perché mentre dedicarsi alla terra costa fatica, a lei pareva vergognosamente semplice sedersi alla scrivania, accendere il computer e lasciare andare le dita sui tasti. Una musica si levava come niente dalla tastiera e le emozioni raccolte durante quei viaggi si traducevano in brani narrati. Sguardi, sorrisi, racconti, attenzioni e gentilezze inattese del tutto gratuite riemergevano con freschezza durante la stesura dei pezzi. Al punto che spesso doveva trattenere gli aggettivi tanto era il suo entusiasmo, per mantenere un doveroso tono di professionalità.

Ma nel cuor suo poteva galoppare libera e dar sfogo all’effervescenza che ognuna di queste esperienze le infondeva. E ancora oggi, ripensando ai tramonti d’albicocca sulle saline di Marsala o al dolce veleggiare sul vento delle Egadi, l’emozione la riscalda e la consola. Il filo invisibile che la lega a quelle indimenticabili esperienze è fatto di ricordi per sempre vivi di cui continuerà ad alimentarsi per continuare a scrivere con inesauribile gioia.

A dispetto di ciò che non ha ancor detto!

Come il volo di un cigno (Privé)

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Camminare per ore nel vento senza incontrare uno sguardo. Sentire, passo dopo passo, l’incedere dei propri pensieri sospinti nel nulla, come foglie slegate dai rami finalmente libere di trovare il proprio destino.

Destino, nel senso di “destinazione”. Ecco dove ruzzolano i pensieri lasciati correre senza redini. Verso quella meta ancora indistinta che dovrebbe dare un significato al proprio cammino. Perché finora questo camminare nel vento rappresenta solo un piacere apparentemente fine a se stesso. Eppure, nascosto dietro qualche fronda d’albero o tra le piume delle canne spettinate del lago ci deve essere nascosto il perché di questo richiamo a vagabondare in solitudine nel freddo.

Nessuna risposta ai silenti interrogativi. Solo qualche brivido e un sorriso triste di fronte a un cielo drammaticamente plumbeo ferito da un raggio dorato che sembra trafiggere l’acqua, scolpendo nel bel mezzo un sentiero luminoso.

Pare un invito a tuffarsi in quell’apocalittico cono di luce liquida. Un’inspiegabile spinta a spiccare il volo s’agita dentro, così come fanno i cigni, con tale evidente fatica a sollevare il proprio peso che senza dubbio deve valere la pena tutto quello sforzo. Spesso abbandonano la propria grazia cullata dall’acqua, per impennarsi con estremo impegno nell’aria alla ricerca di cosa, al richiamo di chi… Non si sa, eppure anche i cigni obbediscono a leggi invisibili che li portano a volare nel nulla per poi planare leggeri come angeli riprendendo l’abituale eleganza accanto agli altri pennuti.

In un attimo robuste nuvole hanno soffocato tutto il cielo, il cono di luce s’è spento e l’acqua non invita più allo sconsiderato tuffo. Si prosegue a camminare ancora nel vento in compagnia del proprio sguardo per raccogliere, passo dopo passo, nuovi pensieri. E capire che, in fondo, il proprio destino non è poi così diverso dal volo di un cigno.

La bellezza della nostalgia (Privé)

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Riluce il lago leccato dal sole. Come se l’acqua, con la sua dorata danza, volesse ringraziare l’aria per quelle carezze d’insperato tepore elargite in questo primo pomeriggio d’inverno.

Un vago sentimento di nostalgia pervade l’animo. Non è tristezza, come la parola vorrebbe. Non si tratta di quel “dolore del ritorno” che nasce dal rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari, né da avvenimenti che si vorrebbe rivivere. O forse non è solo questo, perché in verità quest’impalpabile vuoto è condito da un sottofondo di sottile compiacimento dovuto, forse, alla speranza che prima o poi ogni lontananza si trasformi in presenza, in certezza, in unione.

È un’emozione che galleggia tra i momenti d’immenso coinvolgimento emotivo e il desiderio di poterli ripetere ancora e ancora, non solo nella mente. Allora la nostalgia prende il sapore di un dolce troppo dolce, tanto stucchevole da colare nel cuore, da imburrare la mente e s’incolla sottopelle per poi riaffiorare in nuvole di sospiri che pennellano il silenzio.

Ha una sua bellezza. Non è male gustarla, soppesarla, raccoglierla tra le mani e coccolarla come si potrebbe fare con un cucciolo bisognoso di rassicurazione. Prendere consapevolezza di questo sentimento che gonfia il petto è un po’ come guardarsi allo specchio e ritrovare in quella scatola di vetro riflesso i volti delle persone davvero importanti. Quelle che hanno reso possibili tutti quei momenti cari vissuti con pienezza, momenti che ancora fremono grazie alla morsa della memoria. Basta allungare la mano per toccarli.

Fuori il lago ancora riluce, il sole più acceso. Dentro la nostalgia si scioglie e si veste di gratitudine. I ricordi del passato si prendono per mano mettendosi in fila, uno dopo l’altro, fino a formare un ponte. Un lungo ponte d’istanti rivolti verso il futuro si leva alto sopra questo prato lacustre che brilla di vita. Sempre uguale eppure sempre nuovo ad ogni risveglio, proprio come noi esseri umani. Contraddittori, nostalgici, tenaci.

A guardarlo così bello, il lago pare muto eppure insegna: c’è ancora tempo, tanto tempo, per collezionare ricordi. A partire da oggi.

Schwyz, nel cuore della Svizzera

Taste & Travel Magazine SAGL

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La Svizzera potrebbe essere paragonata a uno dei simboli che l’ha resa inconfondibile agli occhi del mondo: il coltellino multiuso Victorinox, un oggetto magico, attraente, irresistibile che in pochi centimetri custodisce infiniti strumenti destinati ad altrettanti infiniti impieghi. Allo stesso modo la Confederazione elvetica è un microcosmo di paesaggi geograficamente diversi tra loro raccolti in un territorio relativamente piccolo in proporzione alla varietà di scenari che ospita. Colline e laghi, vette e fiumi, chiese e musei concorrono a rendere la nazione estremamente affascinante da un punto di vista naturalistico ma anche interessante sotto il profilo storico. Ogni Cantone è dunque un mondo a sé, eppure inserito in un teatro naturale e culturale armonioso che merita d’essere scoperto con curiosità, sensibilità e riguardo.

SCHWYZ, LA CULLA DELLA CONFEDERAZIONE

Il Cantone Schwyz, o Svitto, insieme a quello di Uri e Unterwald, rappresenta l’anima storica della Confederazione elvetica. Nell’agosto del 1291, infatti, i…

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