Gaudenzi, la “febbre dell’olio”

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Accoccolato sulle rive del fiume Clitunno, lo storico borgo di Trevi (PG) pare emergere come un presepe in mezzo a un tripudio di ulivi. Qui, poco lontano dalla bella città natale di San Francesco, aleggia un’atmosfera contagiosa di quiete e serenità. Sarà proprio per la presenza dominante degli uliveti che in questa zona danno vita ad alcuni tra gli oli extravergini più eccelsi e apprezzati al mondo.

Il Frantoio Gaudenzi

Vanto dell’Umbria e dell’Italia intera è il Frantoio Gaudenzi che dal 1950 si dedica alla produzione di olio, dalla terra al frantoio alla distribuzione. Fu nonno Vittorio il lungimirante pioniere di quest’avventura rilevando e rinnovando un antico frantoio, ereditato e ampliato nel 1994 dai figli Francesco e Rossana. Oggi, l’ultima generazione Gaudenzi, quella di Andrea e Stefano, sta imprimendo un ulteriore salto innovativo ad un successo già forte di esperienza e di passione. Nati e cresciuti respirando il dolce frusciare delle fronde degli ulivi, i due giovani investono in progetti che valorizzano anche il territorio, non solo gli olivicoltori, affinché questa terra e la produzione di olio umbro sia un valore da traghettare anche alle future generazioni.

Un esempio. Il Frantoio Gaudenzi collabora da alcuni anni con l’Università di Perugia, e questa collaborazione ha portato alla nascita di un’associazione temporanea di impresa volta alla realizzazione di un progetto battezzato “Termo condizionamento applicato alla pasta d’oliva”. É incentrato sull’abbattimento della temperatura delle olive prima del loro ingresso nella gramola. Un accorgimento che consente di mantenere le proprietà fenoliche dei frutti, dando vita a oli di elevato contenuto salutistico dotati di un profilo organolettico importante e di una carica di profumi particolarmente elevata.

Il 2018 si prefigge come un anno particolarmente importante per il Frantoio Gaudenzi, che conferma la volontà di esplorare nuovi orizzonti per poter essere d’aiuto a tutta l’olivicoltura umbra.

Un percorso, questo, avviato da Francesco e Rossana e condiviso con i figli, convinti che la ricerca sia alla base del loro futuro lavoro.

Gli Oli Gaudenzi

Moraiolo, Frantoio e Leccino sono le cultivar sovrane di queste colline. La tecnologia e l’innovazione, insieme all’esperienza e al rispetto per l’ambiente, danno alla natura la mano necessaria per la produzione di questi ottimi oli.

1950 è il classico della linea Gaudenzi, dedicato alla nascita dell’azienda, esattamente il 2 novembre di quell’anno.

Casalontana nasce sulle Colline Assisi Spoleto, con una predominanza di Moraiolo che infonde a quest’olio un colore verde intenso e un’impronta fruttata che incanta il palato.

Chiuse di Sant’Arcangelo, anch’esso con l’anima di olive Moraiolo, nasce da uliveti coltivati e 430 metri d’altezza e racchiude tutte le virtù di un microclima molto generoso.

6 Novembre rappresenta una selezione evocativa: il 6 novembre del 1924 nasceva infatti nonno Vittorio. È un blend delle cultivar miscelate ogni anno in proporzioni diverse, lavorate secondo la sensibilità della famiglia, così da imprimere alla tradizione anche un tocco di creatività che ogni volta sorprende.

Quinta Luna è stato il primo olio italiano a rubare alla Spagna lo scettro nella categoria “migliore extra vergine di oliva”. Rappresenta oltre la metà della produzione del Frantoio ed è forse il più amato e ricercato nel ventaglio Gaudenzi, tanto che dalla sua nascita ha collezionato moltissimi premi in Italia e all’estero. Prodotto da olive raccolte entro i primi dieci giorni di ottobre, a partire dalla quinta luna dopo la fioritura, è la quintessenza dell’olio. L’assaggio trasmette un’emozione, una “febbre dell’olio” che contagia un pubblico sempre più numeroso e internazionale, sensibile a ciò che è buono, sano e fatto con rispetto.

www.frantoigaudenzi.it

 

 

Un pensiero riguardo “Gaudenzi, la “febbre dell’olio”

  1. Quinta Luna e nonno Vittorio, mi ricordano tanto nonno Vincenzo e la vendemmia, con la cerimonia della minestra di verdure cotta in vigna, a 700 m, irrorata con l’olio che si spandeva in superficie emanando profumi vergini capaci di penetrare fino ai recettori più intimi dell’olfatto…
    Poesia, P! Due folti alberi di carrubba ombreggiavano sulla piccola spianata da cui ogni tre ore arrancava il trenino a scartamento ridotto e cremagliera tra Bivona e Cianciana attraversando le pendici di Alessandria della Rocca, per raggiungere Girgentum. I ragazzi lo rincorrevano per giocarsi il primato della corsa in salita…
    Oggi è un quartiere residenziale del paese. La stazione, imbiancata a calce sottostante testimonia l’innato desiderio di viaggiare!

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