Dona Botero, caldi sorsi di piacere

Unknown
Il piacere è una cosa seria. Poggiare le labbra schiuse sulla promessa di sapore, inspirare il profumo che sprigiona dal calore, accogliere sulla lingua il primo denso sorso e infine … godere!
É una sequenza di minuscoli gesti ritualici che la maggior parte di noi compie tutti i giorni, spesso inconsapevolmente, anche molte volte al giorno, calati in una soddisfazione che scivola dentro e che a volte si prolunga nel tempo. Per qualcuno quest’amoreggiare con la bocca è persino una droga, un’irrinunciabile appuntamento col godimento, appunto.
Bere un caffè è, infatti, una delle piacevoli abitudini più diffuse al mondo. Dopo tutto il caffè è una delle bevande più internazionali, e che si chiami “americano”, “turco” o “espresso” sempre caffè resta. Bevanda amata a tutte le latitudini, a tutte le ore, consumata in infinite declinazioni, in solitudine o in compagnia, a casa o al bar. Perché cominciare o interrompere la giornata con un caffè è anche un modo per concedersi una parentesi di libertà, e quel gesto, quel rapporto che stringiamo ogni volta con la tazzina fumante tra le dita acquista un che di esclusivo, di intimo, di sensuale.
Tuttavia non è facile trovare un caffè con la C maiuscola, che risponda perfettamente, per profumo, aroma e intensità, alle attese delle nostre papille olfattive e gustative, pronte a scatenarsi in capricciose critiche. A maggior ragione, quando lo si trova, ci si affeziona e si diventa fedeli amanti di quel caffè.
Per gli intenditori, per i golosi o semplicemente per chi non si accontenta delle proposte più commercializzate e ama frugare tra prodotti meno esibiti al grande consumo, ecco un caffè davvero speciale. Viene dalla Colombia e nasce lontano nel tempo, nel 1892, quando Don Josè Jaramillo Vallejo eredita i terreni dell’Eden Valleys. In verità è ancor più vecchio ma la sua età è un vanto. Le sue origini, infatti, affondano nella cultura rinascimentale italiana, quando il genovese Andrea Bottero Bernardi salpa sulla caravella Santa Rosa e raggiunge le terre di Antioquia, nel nuovo regno di Granada in Colombia, dove semina le prime piantagioni di caffè Arabica e Borbon.
Inizia così una tradizione che dà vita a una delle più importanti aziende di caffè della Colombia, la tenuta “El Arco”, oggi guidata dalla tredicesima generazione di famiglia, con l’architetto Jose Guillermo Botero.
Il segreto di un caffè che si distingue completamente dagli altri? Dona Botero impiega innanzitutto un’Arabica di altissima qualità, raccolta a mano durante tutto l’anno da una industriosa generazione di coltivatori particolarmente sensibile alla tutela dell’ambiente. Riforestazione e pulizia delle acque, infatti, fanno parte della filosofia Botero e la Natura pare esserne grata restituendo frutti eccezionali. Dalla terra alla tazzina si inserisce poi una lunga e attenta lavorazione. Che sia in miscela, in capsule o in filtri, il caffè Botero si distingue per tecniche di manipolazione (lavatura, essicazione, fermentazione di 12 o 24 ore) che infondono una personalità unica ai prodotti. I vari tipi di caffè che ne escono sembrano tante variazioni sul tema di un’armoniosa melodia che fa danzare i sensi.
In particolare, il Caffè Verde, ricavato dalla varietà “Armenia Supremo”, è una vera chicca: anche nelle versioni aromatizzate all’anice stellato, finocchietto selvatico e zenzero è un effluvio di sensazioni inconsuete che fa cantare la tazzina. Si tratta di un caffè verde crudo, completamente naturale, macinato, che non subisce alcun processo di torrefazione. Si distingue da quello classico per aspetto, aroma, sapore e caratteristiche nutrizionali. La sola proprietà comune con il caffè tostato è la presenza di caffeina ma gli effetti stimolanti qui sono moltiplicati. Nel caffè verde, infatti, la caffeina non è libera ma legata all’acido clorogenico, un potente antiossidante che induce un assorbimento più lento rispetto al caffè tradizionale con un conseguente effetto energizzante e, pare, dimagrante. Inoltre, essendo più vicino alla neutralità del Ph, produce un effetto lesivo minore sulla mucosa gastrica, evitando quel fastidioso bruciore di stomaco a volte risvegliato da un caffè non perfetto.
Ma queste proprietà passano in second’ordine quando arriviamo, finalmente, al nostro consueto appuntamento. E, all’assaggio, ci abbandoniamo al piacere di un insolito caffè che ci fa innamorare.
 
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