Fuerteventura, la Isla lenta col fuoco nelle vene

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Esistono luoghi magici che hanno il potere di intrecciare gli elementi essenziali della Terra potenziandoli della loro intrinseca bellezza. Acqua, aria, terra e fuoco sembrano dialogare in armonioso equilibrio in una delle isole più selvagge dell’Atlantico, Fuerteventura, seconda per grandezza dell’Arcipelago delle Canarie. Insieme a Lanzarote gode del riverbero subtropicale del continente africano che la rende invitante tutto l’anno, anche grazie alla vicinanza con l’Italia. Fuerteventura è sinonimo di dune dorate che consegnano il deserto alle spumeggianti onde del mare e di eruzioni vulcaniche rigurgitate qua e là sulle spiagge in nere rocce leccate dal vento. In poche parole, una natura ancora vergine e selvaggia che pare conquistarsi il diritto di padrona di casa nonostante il turismo crescente.

É chiamata la Isla Lenta: poche mondanità, tanto relax. Uno stato mentale, più che uno spazio reale. È pertanto la destinazione ideale per chi vuole ricaricare corpo, mente e spirito alimentandosi dell’energia dei vulcani sopiti e dell’effervescenza del vento che qui spira sempre con carezzevole forza. I crateri dell’isola sono tutti inattivi ma la loro linfa vitale scorre nelle vene dell’isola. Basta sdraiarsi su una delle tante spiagge nere per averne una prova. Anche il colore delle baie, come quella di Ajuy, è frutto dei residui lavici arroventati dal sole e il contrasto con il delicato blu dell’Oceano è pura poesia. Le pendici brune dei vulcani, invece, s’accendono di verde o di rosso, assecondando il ciclo di vita delle piantagioni di aloe, importante risorsa economica di Fuerteventura. Qua e là pittoreschi paesini con casette basse e bianche ricordano la presenza umana: Lajares, dove il sabato c’è un mercatino dell’artigianato, Corralejo, epicentro della modesta movida isolana, e Betancuria, la vecchia capitale. Infine la penisola di Jandìa, giusto per concludere in bellezza.

 

Il Parco Naturale di Corralejo è il luogo ideale per immergersi nella magia del deserto i cui colori cambiano in ogni istante. Questa lingua di sabbia di circa 10 km scivola nel Nordest dell’isola ed è divisa in due parti che contrastano tra loro in maniera drammatica. A Nord, si estende il più vasto ondeggiare di dune delle isole Canarie, una immensa distesa di sabbia bianca lambita dalle acque turchesi dell’Oceano Atlantico. A Sud, il carattere vulcanico dell’isola la dipinge di ocra e rosso fuoco, scolpendo il profilo terrestre in forme sensuali e talvolta grottesche.

 

Procedendo a sud di Costa Calma, appena dopo la Playa de Sotavento, si giunge invece nella penisola di Jandia, famosa per la sua illibata naturalezza, penisola che s’allunga verso la parte più meridionale di Fuerteventura. Jandia era in origine un isolotto a sé stante, unitosi all’isola madre nel corso del tempo grazie all’azione sinergica del mare e del vento. Oggi questa è una delle zone più suggestive di Fuerteventura, con incantevoli squarci d’azzurro e spettacolari spiagge bianche. Qui, dove il vento sposa il mare, è il paradiso degli appassionati di windsurf, kite e surf, o anche solo semplicemente degli amanti della natura più selvaggia.

La Isla lenta è un invito a ritrovare il ritmo della propria anima.

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