SENSE, UN ROSSO DIVINO

Nel regno del Nero d’Avola
Di Gaspare Signorelli e Paola Cerana
 
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Pochi Paesi possono vantare una cultura enologica tanto ricca e profonda come l’Italia. Così come poche regioni italiane possono vantare d’essere veri e propri continenti enologici, microcosmi di un’eccellenza enoica capillare, seminata lungo tutta la filiera, dalla vite al bicchiere.
La Sicilia è una di queste straordinarie regioni. Grazie alle diverse esposizioni dei vigneti, ai tipi di suoli differenti e alle sfumature di un microclima che gradatamente declina dalla zona costiera all’altopiano, dalle colline alle terre vulcaniche, l’isola è da tempo immemore regno dei vini più pregiati, riconosciuti in tutto il mondo. Indiscusso principe tra tutti, il Nero d’Avola, figlio dell’omonima cultivar.
Un rosso divino che imprime forti emozioni, di grande eleganza e complessa struttura, dai profumi penetranti come solamente il sole di Sicilia sa infondere alla natura.
L’Azienda, culla d’eccellenza
In particolare, l’Azienda Agricola Buonivini di Sebastiano Di Bella (in passato Icone srl) a Noto (SR), produce uno dei Nero d’Avola più pregiati in assoluto: Sense è il suo nome, frutto di un ambiente generoso e di un lavoro talentuoso, governato con passione e maestria da chi ama il proprio territorio e i frutti che esso dona.
In questa zona i vigneti di oltre 50 anni allevati ad alberello offrono rese piuttosto basse ma la passione con cui la mano dell’uomo opera riesce a valorizzare al massimo questo piccolo tesoro dal valore immenso. L’attenzione nelle varie fasi di produzione è minuziosa, quasi maniacale, dalla gestione del vigneto alla raccolta dell’uva in cassette, fino al trasporto delle cassette in cantina per mezzo di camion frigo: ogni fase della lavorazione passa sotto lo sguardo attento dallo staff tecnico dell’azienda.
 
 
Come nasce Sense
L’uva viene innanzitutto diraspata consentendo di trasferire gli acini integri nel fermentino; la fermentazione viene poi affidata a lieviti selezionati in modo da garantire la trasformazione degli zuccheri in alcool mantenendo la temperatura costante a circa 20 – 23 gradi. Giornalmente avvengono delle follature o rimontaggi per consentire che il cappello formatosi nella parte alta del recipiente sia bagnato dal vino in fermentazione. Ultimata la fermentazione, dopo circa 12 – 15 giorni si procede alla svinatura per separare le bucce e i vinaccioli dal vino. A questo punto una nuova fermentazione trasforma l’acido malico in acido lattico che prende il nome di malolattica. Dopo circa una o due settimane si procede a travasare il prodotto limpido da quello feccioso depositato nella parte bassa del recipiente. I tecnici seguono in maniera scrupolosa tutte le evoluzioni dal mosto al vino: prima nel vigneto, con la campionatura dell’uva per verificare la data ottimale della raccolta, poi in cantina grazie a un laboratorio di analisi che garantisce un Nero d’Avola unico e inimitabile.
Un rosso dal temperamento fiero, con una straordinaria carica di sentori olfattivi e gustativi che permettono a Sense di esprimere appieno il genius loci per quel che realmente è. “E questo – come sottolinea Sebastiano Di Bella, padre di questo straordinario patrimonio enologico – non è poco, in questo mondo di vini omologati, siano o non siano biologici, naturali, vegani, senza solfiti aggiunti, dealcolati …”
La magia della purezza
In effetti, l’obiettivo dello staff tecnico in accordo con la filosofia aziendale è quello di partorire un Nero d’Avola in purezza che esprima il territorio di provenienza, esaltandone le caratteristiche varietali. Sentori di mirtillo e ciliegia, un’eco di chiodi di garofano, una punta di pepe nero e un accenno di cannella. Gusto pieno, persistente, con tannini morbidi ed equilibrati, sufficientemente fresco, sapido, con un lieve fondo amarognolo che anticipa un retrogusto dalla netta vena tannica.
E la magia è fatta. L’alchimia che ne deriva, non è semplicemente un’effimera carezza che sfiora e se ne va. Quello con Sense è un incontro che non si dimentica, un amore a prima vista sbocciato nella naturalezza dell’istinto: come una seducente Mora che non necessita di trucco per ammaliare, Sense non ha bisogno di artifici né di affinamento in alcun tipo di legno. Il vino è lasciato affinare in vasche in acciaio, prima, e in bottiglia dopo, custodito in ambienti controllati e condizionati a 18 gradi. Al fine di apprezzare al meglio la qualità, è bene stappare Sense almeno un’ora prima del consumo, essendo un vino non filtrato e non passato di legno. Vuole essere versato lentamente e possibilmente controluce utilizzando una candela nel decanter, per evitare residui dovuti all’affinamento in bottiglia. Ama in particolar modo carni rosse, anatra, salsicce, maiale, agnello e formaggi stagionati. Ma soprattutto ama i buoni intenditori.
Vino o opera d’arte?
Numerosi premi e continui apprezzamenti confermano l’eccellenza di questo principe tra i rossi, principe che sfida il tempo mantenendo inalterata la sua qualità anche oltre dieci anni dalla raccolta delle uve.
L’Enologo che ha firmato il prodotto è la Dott.ssa Rossella Marino Abate con la supervisione di un esperto di fama internazionale che, un po’ come l’ingrediente segreto di ogni ricetta preziosa, resta nell’anonimato.
Sense è un gioiello, il suo costo è dunque giustificato e ben compreso dai fortunati cultori del vino che hanno la possibilità di acquistarlo, considerato che le bottiglie nate dalle vendemmie 2005, 2006 e 2007 sono davvero molto rare.
Rare, proprio come ogni opera d’arte che si rispetti.

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