L’elogio dell’insalata


L’ELOGIO DELL’INSALATA: DA CENERENTOLA A PRINCIPESSA DELLA TAVOLA
Bayer CropScience presenta la quattordicesima perla della collana Coltura&Cultura:
“Le insalate”
In occasione della quarta edizione della Fiera Agrosud svoltasi di recente a Napoli Bayer CropScience – azienda leader nell’innovazione degli agrofarmaci – ha presentato ufficialmente un nuovo volume della collana “Coltura e Cultura”, quello dedicato alle Insalate, nato come i precedenti dall’affiatamento intellettuale, tecnico e professionale di autori sensibili alla valorizzazione delle grandi colture italiane.
L’opera racconta con rigore scientifico e dovizia di dettagli tecnici e culturali l’universo variopinto di questi vegetali. Perché è troppo facile dire “insalata” quando, in realtà, ogni varietà possiede una propria storia, personalità e virtù e merita pertanto un più attento ascolto.
A introdurre la presentazione è stato Marco Ranzoni del settore Comunicazione e Media Relations di Bayer, che insieme a Paola Sidoti (Business & Marketing Communications Manager di Bayer CropScience) e Maria Lodovica Gullino, docente dell’Università di Torino) ha saputo sintetizzare con semplicità la ricchezza culturale del volume. Gli interventi di due dei 67 autori – Nicola Calabrese (CNR – ISPA Istituto di Scienze delle produzioni alimentari dell’Università di Bari) e Giancarlo Roversi, giornalista e scrittore, direttore di Vie del Gusto – hanno contribuito a rendere ancora più palpabile il valore della pubblicazione sotto l’aspetto agroalimentare e sotto quello storico. Nel libro convergono, infatti, sapere e sapore delle insalate: dalla botanica alla coltivazione, dal valore nutrizionale alle ricette, dalla commercializzazione al consumo, con contributi di carattere storico, paesaggistico e testimonianze nell’arte, nella letteratura e nel cinema.
Emerge un panorama decisamente prospero: l’insalata in tutte le sue specie si è trasformata da alimento tradizionalmente povero a prodotto evoluto e in pochi anni ha abbandonato il ruolo di “Cenerentola” per diventare “Principessa”, sia nell’orto che in tavola. Questo, grazie alla diffusione della “IV gamma” – la serie di pratiche confezioni imbustate pronte all’uso – che a un prodotto nutrizionalmente sano somma un servizio di praticità, maggior conservazione e risparmio di tempo e fatica in cucina.
Evidentemente l’innovazione paga sempre, anche nell’evoluzione delle insalate – come afferma Paola Sidoti – ed è per questo che il fatturato annuo in Italia ha raggiunto i 900 milioni di euro. Infatti, nell’intero comparto delle insalate, la produzione italiana è prima in Europa e a livello globale si colloca con fierezza insieme a colossi quali Cina, Stati Uniti e India.
Per portare in tavola senza alcun rischio e con grande comodità insalate pronte per l’uso tagliate e lavate sono necessarie tecnologie sofisticatissime che coinvolgono l’esperienza di ricercatori e produttori volti a ottenere un risultato sicuro, sano e sostenibile. Bayer CropScience da anni appoggia quest’approccio e dopo i già consolidati progetti “Magis vino” e “Magis uva da tavola”, ha coinvolto anche la filiera delle insalate con il progetto Magis IV gamma, che attualmente comprende 7 grandi aziende destinate ad aumentare.
E per far toccare con mano la realtà di tutto il lavoro sotteso a una confezione di fragranti insalatine, alla presentazione del volume è seguita una visita sul campo, nella florida Valle del Sele. La Società Agricola Ortomad – protagonista di eccellenza nella produzione e diffusione di prodotti ortofrutticoli IV gamma e I gamma – ha infatti aperto le porte per mostrare al vivo l’intero percorso delle insalate, dal terreno al cliente, nel più rigoroso rispetto di ogni fase di trattamento.
E’ un’ulteriore conferma del dialogo collaborativo che grandi aziende possono e devono allacciare per rendere i consumatori più consapevoli e i produttori sempre più appassionati del proprio lavoro. Perché è solo attraverso lo sposalizio tra Coltura e Cultura che si può realmente innovare e ambire all’eccellenza a tavola nel rispetto dell’ambiente.
Paola Cerana

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